Piccola, silenziosa, e tuttavia prima causa di malattia vettoriale in Francia. La zecca Ixodes ricinus, quella che si incontra nelle erbe alte, nei sottoboschi e nei giardini, rende l'estate 2026 una stagione da sorvegliare da vicino. Tra la Settimana nazionale « Zecche & Voi » organizzata da CiTIQUE dal 25 al 31 maggio 2026, l'aggiornamento del piano ANSES 2025-2030 sulle malattie vettoriali trasmesse da zecche e l'espansione continua dell'area di presenza verso nord, il rischio sanitario si è spostato: riguarda ormai la grande maggioranza della Francia metropolitana.
Una borreliosi di Lyme sempre in aumento
La malattia di Lyme (o borreliosi di Lyme) è l'infezione trasmessa da zecche più frequente in Francia. Secondo Santé publique France, l'incidenza regionale media è stimata a circa 100 casi su 100 000 abitanti nel periodo 2020-2024, con tassi più elevati nell'Est, nel Massiccio Centrale e nelle Alpi. Su scala nazionale, diverse decine di migliaia di casi vengono diagnosticati ogni anno, e la tendenza è in aumento dal 2017.
L'ANSES, nel suo parere pubblicato nel 2024 e consolidato nella tabella di marcia 2025-2030 sulle malattie vettoriali trasmesse da zecche, evidenzia tre fattori che alimentano questa progressione: l'espansione geografica di Ixodes ricinus, l'allungamento del periodo di attività legato al riscaldamento e l'aumento della frequentazione degli spazi naturali da parte del pubblico.

Perché il 2026 mobilita in modo particolare
Tre elementi concreti cambiano la situazione quest'estate:
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Un'area di presenza ampliata. Ixodes ricinus è oggi segnalata in più di 75 dipartimenti metropolitani, contro una zona storicamente centrata sull'Est e sul Massiccio Centrale. Le segnalazioni CiTIQUE-TRACKER confermano una progressione netta in Île-de-France (massicci di Fontainebleau, Rambouillet, Sénart), nelle Hauts-de-France (foreste di Compiègne, di Hez), in Normandia (Svizzera Normanna, foreste dell'Orne) e ormai sulla fascia atlantica. La zecca viene addirittura rilevata in alcuni parchi urbani, fino ai margini del Mediterraneo.
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Una stagione di attività prolungata. Con inverni più miti e primavere precoci, il periodo di esposizione si estende ormai da marzo a novembre, con un picco in maggio-giugno e un secondo in settembre-ottobre. L'ANSES sottolinea il rischio di attività invernale residua nelle regioni meridionali.
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Una mobilitazione nazionale. La Settimana « Zecche & Voi » del 25 al 31 maggio 2026, guidata dal programma di ricerca partecipativa CiTIQUE (INRAE), è stata l'occasione per ricordare i gesti di prevenzione. L'applicazione gratuita « Signalement TIQUE », già utilizzata da oltre 26 000 persone, permette in meno di tre minuti di segnalare una puntura (umana o animale) con geolocalizzazione, foto e monitoraggio dei sintomi.
Dove e quando si viene punti
Alcune idee ricevute da correggere: la zecca non cade dagli alberi. Vive nelle erbe alte, nelle felci, nei muschi e nelle lettiere di foglie e si arrampica su un ospite di passaggio (essere umano, cane, cervo, roditore) aggrappandosi alle scarpe, ai pantaloni o al pelo. Punge poi in una zona calda e umida: cavità delle ginocchia, inguine, ascelle, ombelico, cuoio capelluto, dietro le orecchie.
Le situazioni a rischio più frequenti in estate:
- Giardini e bordi del prato non falciati, soprattutto ai margini del bosco o di una siepe campestre;
- Foreste e sottoboschi durante escursioni, raccolta di funghi, bivacco;
- Parchi urbani e periurbani (Bosco di Vincennes, di Boulogne, foreste demaniali);
- Falciatura del prato e raccolta di foglie morte, durante le quali si rimette in sospensione zecche nascoste nella vegetazione.
Cosa fare in caso di puntura
Il gesto giusto fa tutta la differenza. Da praticare senza attendere, su di sé o su un animale:
- Rimuovere la zecca immediatamente con una pinza apposita per zecche (in vendita in farmacia), afferrando l'animale il più vicino possibile alla pelle e tirando delicatamente verso l'alto, senza rotazione né torsione. Pinzette, pinze per sopracciglia, etere o olio sono da evitare: provocano la rigurgitazione della zecca e aumentano il rischio di trasmissione.
- Disinfettare la zona con un antisettico, poi lavarsi le mani.
- Sorvegliare per 30 giorni la zona della puntura: la comparsa di un eritema migrante (placca rossa che si espande ad anello, talvolta più di 5 cm) giustifica una consultazione rapida. Lo stesso vale per una febbre, dolori articolari, una stanchezza inspiegabile o disturbi neurologici.
- Consultare senza indugio un medico in caso di sintomo: un breve trattamento antibiotico (generalmente doxiciclina) è molto efficace se assunto precocemente.
- Segnalare la puntura sull'applicazione Signalement TIQUE (citique.fr) o tramite signalement-tique.fr: ciò alimenta la cartografia nazionale e consente un monitoraggio personalizzato con sistema di promemoria automatico.
Prevenzione: i gesti giusti prima e dopo l'uscita
Prima dell'attività all'aperto:
- Indossare indumenti lunghi e chiari (la zecca si nota meglio), scarpe chiuse, pantaloni infilati nelle calze o nelle scarpe;
- Applicare un repellente cutaneo a base di DEET (30-50 %), icaridina o IR3535 sulle zone scoperte (rispettando le controindicazioni, in particolare nelle donne in gravidanza e nei bambini piccoli);
- Privilegiare i sentieri sgombri ed evitare di camminare nelle erbe alte, nelle felci o nei cespugli.
Durante e dopo l'attività:
- Ispezionare tutto il corpo entro due ore dall'uscita, comprese le pieghe cutanee, il cuoio capelluto, la parte posteriore delle orecchie, la nuca, l'inguine;
- Ispezionare anche gli indumenti e gli animali domestici (un cane non protetto può riportare a casa diverse zecche);
- Fare una doccia rapida per staccare le zecche non ancora attaccate;
- Trattare gli animali con un antiparassitario esterno adatto (collare, pipetta, compressa) e ispezionarli dopo ogni uscita.
In giardino, falciare regolarmente il prato, smuovere le bordure, curare le siepi e raccogliere le foglie morte riduce fortemente le zone rifugio. La nostra guida come scegliere i prodotti antiparassitari per la casa ricorda le categorie di repellenti e trattamenti esterni compatibili con un uso domestico.
Quando rivolgersi a un professionista
Per i grandi giardini, i parchi aziendali, i campeggi comunali, le basi per il tempo libero o i terreni aperti al pubblico, un trattamento professionale degli spazi verdi permette di ridurre durevolmente la densità di zecche. Gli operatori utilizzano biocidi omologati applicati tramite irrorazione mirata sulle zone rifugio (margini, erbe alte, sottobosco), associati a interventi paesaggistici (pacciamatura, decespugliamento, drenaggio delle zone umide).
L'intervento avviene in due passaggi: una diagnosi di presenza (drago strisciato, controllo visivo) poi un trattamento mirato sulle zone confermate positive, con un termine di sicurezza da rispettare prima di qualsiasi ritorno di bambini o animali.
Scoprite i nostri servizi di trattamento degli spazi verdi contro le zecche così come i nostri repellenti e protezioni adatti ai giardini. Potete consultare le nostre tariffe e le nostre zone di intervento per verificare la copertura del vostro comune.
Una puntura constatata, un dubbio su una placca che si espande, o un giardino fortemente infestato? Contattate i nostri esperti per una diagnosi gratuita o, in caso di situazione urgente, richiedete un intervento rapido — ogni estate conta nella prevenzione della malattia di Lyme.
In sintesi — Ixodes ricinus è ormai presente in più di 75 dipartimenti, la stagione di attività va da marzo a novembre, e la malattia di Lyme colpisce diverse decine di migliaia di persone ogni anno in Francia. Il gesto giusto resta il trittico: indumenti lunghi + repellente + ispezione del corpo entro due ore. In caso di puntura, pinza per zecche, antisettico, monitoraggio 30 giorni e consultazione senza indugio se compare un eritema migrante.



