La leptospirosi sta vivendo a La Riunione un inizio di anno 2026 fuori norma. Secondo il bollettino di sorveglianza epidemiologica di Santé publique France e dell'ARS La Riunione pubblicato il 17 luglio 2026, sono stati dichiarati 217 casi autoctoni tra il 1° gennaio e il 16 luglio 2026, con un picco storico di 71 casi a marzo — un livello mai raggiunto dall'inizio del monitoraggio. Per i professionisti del controllo dei parassiti come per i privati, questo record ricorda un'evidenza troppo spesso dimenticata: i ratti restano il principale serbatoio della malattia, e la derattizzazione è una delle prime linee di difesa sanitaria.
Cosa dice il bollettino ufficiale del 17 luglio 2026
Il rapporto epidemiologico regionale, redatto da Santé publique France Réunion e dall'ARS La Riunione, documenta con precisione la stagione 2026. La distribuzione mensile dei 217 casi non lascia spazio a dubbi:
| Mese 2026 | Numero di casi | |-----------|-----------------| | Gennaio | 22 | | Febbraio | 43 | | Marzo | 71 (picco) | | Aprile | 42 | | Maggio | 22 | | Giugno | 13 | | Luglio (al 16) | 4 |
Con 71 casi a marzo 2026, La Riunione supera per la prima volta il massimo storico mensile di 61 casi osservato a marzo 2024. Il picco è legato alla classica combinazione sull'isola di forti piogge cicloniche o di fine estate australe (che dilavano i suoli contaminati), acque dolci stagnanti (ravine, canali d'irrigazione) e una popolazione densa di roditori commensali, in particolare nelle zone agricole di canna da zucchero e nei quartieri popolari di Saint-Denis, Saint-Pierre, Le Tampon e Saint-Paul.
120 pazienti sono stati ricoverati, pari al 65 % dei casi, e un decesso è stato classificato come direttamente imputabile alla leptospirosi dal comitato di imputabilità dei decessi. Un secondo decesso è attualmente in fase di indagine.
Fonte: Surveillance sanitaire à La Réunion, Settimana 28 (06–12 luglio 2026), Santé publique France / ARS La Riunione, 17 luglio 2026, p. 5.
Perché La Riunione è un terreno particolarmente esposto
La Riunione cumula diversi fattori che la rendono un territorio di riferimento per la leptospirosi in Francia. Il batterio Leptospira interrogans, escreto nelle urine dei ratti (soprattutto il ratto bruno Rattus norvegicus e il ratto nero Rattus rattus), sopravvive diverse settimane nell'acqua dolce tiepida, e l'isola offre un terreno ideale a questa catena di trasmissione:
- Clima tropicale caldo e umido, con precipitazioni abbondanti (record a marzo 2026 in diverse stazioni Météo-France dell'est e del sud);
- Elevata densità di roditori nelle bassure, in prossimità di corsi d'acqua, piantagioni di canna, discariche e zone di abitazione precaria;
- Molteplicità delle esposizioni a rischio: giardinaggio, agricoltura, bagni in fiumi o stagni, pesca in acqua dolce, torrentismo — tutte attività molto praticate sull'isola;
- Attività ricreative in acqua dolce particolarmente coinvolte: il bollettino 2026 sottolinea che 40 casi sono legati a bagni, pesca o torrentismo, contro solo 12 nel 2025.
L'ARS La Riunione ricorda che la diagnosi va presa in considerazione davanti a qualsiasi sindrome dengue-like che si presenti in un contesto di esposizione a rischio: febbre elevata a esordio brusco, brividi, dolori muscolari diffusi, cefalee, ittero (colorazione gialla della pelle e degli occhi) nelle forme gravi. Una PCR triplex chikungunya/dengue/leptospirosi è disponibile in tutti i laboratori dell'isola per confermare rapidamente la diagnosi.
Il ratto, primo anello della catena
La leptospirosi non è una malattia «della polvere» o «del fango» in senso lato: è una zoonosi di cui il ratto è il serbatoio principale. L'animale è portatore sano (non è malato), espelle il batterio nelle urine in modo continuo, e contamina:
- le acque dolci (ravine, canali, stagni, fontane, abbeveratoi);
- i suoli fangosi di giardini, aziende agricole, cantieri;
- le derrate alimentari immagazzinate (cereali, frutti caduti a terra, sacchi di mangime).
L'uomo si contagia il più delle volte per contatto con questa acqua o questo fango, penetrando il batterio attraverso le mucose (occhi, bocca, naso) o attraverso una ferita, anche minima. Basta una semplice escoriazione al polpaccio dopo un passaggio in una ravina. Ecco perché la lotta contro i ratti non è solo una questione di comfort o di immagine: è una questione di salute pubblica che il picco réunionnais di marzo 2026 viene ancora una volta a confermare.
Cosa dice la leptospirosi sullo stato sanitario di un territorio
Ogni caso autoctono è un segnale. Alla scala di un quartiere, di un comune o di un'azienda agricola, la comparsa di uno o più casi deve innescare una valutazione rapida:
- Identificare i punti d'acqua contaminati: ravine, canali d'irrigazione, scarichi, pozzetti, fosse settiche, punti di ristagno dopo le piogge;
- Valutare la popolazione di roditori: presenza di tane, escrementi freschi (5-10 mm, neri, a capsula), segni di graffi, danni a cavi, plastiche, derrate;
- Cercare le fonti di cibo e rifugio: depositi di rifiuti accessibili, compost aperti, cataste di legna, vegetazione densa al livello delle abitazioni, mangiatoie per animali non protette;
- Avviare un piano di derattizzazione mirato sulle zone a rischio, con l'intervento di un'azienda certificata in grado di installare un dispositivo sicuro (erogatori di esche con chiave, rodenticidi anticoagulanti, monitoraggio settimanale).
Agire su due fronti: ratti ed esposizione
Il bollettino 2026 dell'ARS La Riunione insiste sulla prevenzione combinata: agire sia sul serbatoio (i ratti) sia sull'esposizione (le attività umane). Per i privati come per i professionisti, ciò passa attraverso una semplice check-list:
- Indossare scarpe chiuse, stivali e guanti durante ogni attività in ambiente umido (giardinaggio, pulizia di cantine, svuotamento di fosse, allevamento);
- Disinfettare e proteggere sistematicamente la minima ferita prima di ogni esposizione (cerotto impermeabile, doppio guanto);
- Evitare il bagno in acqua dolce nei giorni successivi a forti piogge, e a maggior ragione in presenza di ferite aperte;
- Lottare contro i ratti intorno all'abitazione e ai fabbricati dell'azienda: eliminare le fonti di cibo, sigillare i fori d'accesso (≥ 1 cm), installare erogatori di esche sicuri lungo i cavi e a piè di facciata, intervento professionale non appena la presenza è accertata;
- Consultare rapidamente un medico in caso di febbre nei 2-30 giorni successivi a un'esposizione a rischio: la leptospirosi si tratta efficacemente con antibiotici (ciclina, penicillina, o ceftriaxone nelle forme gravi) a condizione di intervenire tempestivamente.
Un segnale da leggere oltre La Riunione
Se La Riunione è un territorio di riferimento per la leptospirosi, il batterio circola anche, a un livello più basso, nella Francia continentale: 600-700 casi l'anno vi sono registrati secondo Santé publique France, con un picco estivo legato al bagno in fiume e al torrentismo. Grand Est, Bourgogne-Franche-Comté e Auvergne-Rhône-Alpes sono le regioni più colpite. I ratti di città (Parigi, Lione, Marsiglia) e le nutrie delle zone umide metropolitane mantengono lo stesso ciclo di trasmissione.
L'episodio réunionnais di marzo 2026 deve servire da promemoria: dove i ratti proliferano, la leptospirosi segue. La regolazione delle popolazioni di roditori — mediante la prevenzione (sigillatura, igiene, gestione dei rifiuti) e la derattizzazione professionale — è, insieme alla protezione individuale, uno dei due pilastri della lotta contro questa malattia talvolta mortale.
Serve una diagnosi o un intervento a La Riunione o nella Francia continentale?
Se notate la presenza di ratti intorno alla vostra abitazione, alla vostra azienda o al vostro locale professionale, non accontentatevi di una semplice bomboletta o di una trappola posta in cucina: i ratti si riproducono velocemente, si adattano alle esche classiche e trasmettono numerose malattie. Un professionista certificato valuta il livello d'infestazione, identifica i punti d'ingresso e mette in atto un piano di derattizzazione sicuro e duraturo.
Antinuisible Pro interviene a La Riunione e in tutta la Francia continentale, con diagnosi gratuita, preventivo entro 24 ore e interventi discreti. Per una situazione urgente (presenza massiccia, contaminazione visibile, locali alimentari), contattateci in via prioritaria tramite la nostra pagina urgenza o richiedete un appuntamento per diagnosi con un tecnico vicino a voi. Potete anche consultare le nostre zone d'intervento e le nostre tariffe indicative per preparare il vostro approccio.
Per approfondire, scoprite anche il nostro articolo dedicato alla proliferazione dei ratti in città (/it/blog/2024/03/18/proliferazione-dei-ratti-in-citta-capire-e-reagire) e il nostro dossier completo sulla derattizzazione in appartamento e condominio (/it/blog/2026/07/09/derattizzazione-appartamento-condominio).



