Processionaria della quercia: il rischio sanitario dell'estate 2026

L'équipe AntinuisiblePro · Pubblicato il 15 luglio 2026 · 5 min di lettura
Primo piano di una processionaria della quercia ricoperta di peli urticanti

La cugina del pino è tornata a terra fin dalla primavera. Ma sulle querce dei nostri parchi, giardini e bordi delle strade, un'altra processionaria urticante continua il suo ciclo: la processionaria della quercia (Thaumetopoea processionea). Attiva da aprile ad agosto, con picco in giugno e luglio, è oggi la principale fonte di esposizione domestica in estate. Tra il lancio in gennaio 2026 del dispositivo "Alerte Chenilles" del 3115 (urgenze veterinarie) e i recenti bollettini delle Agenzie Regionali della Sanità (ARS), l'estate 2026 si prepara con un quadro di segnalazione rafforzato.

Una specie distinta, un pericolo estivo

A differenza della processionaria del pino, che scende in fila verso il suolo alla fine dell'inverno, quella della quercia resta sull'albero per tutta la fase urticante. Tesse nidi serici aderenti al tronco e ai rami grossi, spesso discreti perché imitano il colore della corteccia. Nel cuore dell'estate si riconoscono soprattutto per le placche brunastre che le colonie lasciano sulla corteccia e per le processioni che si formano sui rami nelle ore calde.

Il pericolo viene dai peli urticanti microscopici che le larve liberano: ognuna ne porta tra 500 000 e 700 000. Contengono la taumetopeina, una proteina che resta attiva diversi mesi nell'ambiente, anche nei nidi vuoti. Al minimo soffio di vento, questi peli possono provocare:

  • eruzioni cutanee severe e prurito intenso;
  • congiuntiviti e irritazione oculare;
  • crisi d'asma o difficoltà respiratorie nelle persone sensibili;
  • negli animali, un rischio mortale: necrosi della lingua in caso di leccata, edema di Quincke o addirittura shock anafilattico.

Cartello di avvertimento e transenna installati ai piedi di una quercia infestata dalle processionarie

Perché l'estate 2026 mobilita in modo particolare

Concorrono diversi fattori. Innanzitutto il cambiamento climatico estende l'area di presenza della processionaria della quercia verso nord e in altitudine: vengono segnalati nidi in Île-de-France, nelle Hauts-de-France e ormai in Normandia, mentre vent'anni fa era confinata al sud. Poi, le estati più lunghe allungano la finestra di esposizione, con un picco di segnalazioni osservato in giugno e luglio dalle ARS di Occitania, Auvergne-Rhône-Alpes e Nouvelle-Aquitaine.

Sul fronte degli strumenti, il 3115 (centro nazionale di chiamate per le urgenze veterinarie) ha messo in servizio in gennaio 2026 un dispositivo "Alerte Chenilles": una piattaforma online gratuita che consente di segnalare la presenza di un nido (bozzoli, processioni, placche di corteccia attaccata) con geolocalizzazione e foto, per alimentare le mappe delle ARS e organizzare trattamenti mirati. L'ANSES e diverse prefetture hanno pubblicato in parallelo bollettini d'allerta estivi che ricordano l'obbligo, per i proprietari e i gestori di spazi verdi, di segnalare i nidi avvistati.

Come riconoscere un nido di processionaria della quercia

Tre indizi da conoscere, soprattutto con l'avvicinarsi dell'estate:

  1. Placche seriche beige-grigiastre aderenti al tronco o alla base dei rami grossi, su una quercia (raramente su altre specie).
  2. Larve bruno-arancio dalla testa nera, di 2-4 cm, che si spostano in processione compatta (non in fila indiana come quella del pino).
  3. Deperimenti localizzati su alcuni rami, con foglie ingiallite a chiazze, segno di un'intensa attività di alimentazione.

Per evitare confusioni, la nostra guida di riferimento processionarie: una peste urticante classificata come pericolo per la salute dettaglia la differenza tra le due specie e i riflessi di protezione.

Giusti riflessi in caso di esposizione

Che la reazione riguardi un essere umano o un animale, i primi gesti contano. Non strofinare mai la zona colpita: i peli urticanti si spezzano e si conficcano. Sciacquare abbondantemente con acqua pulita (senza strofinare), lavare i vestiti a 60 °C, fare una doccia e cambiarsi. In caso di difficoltà respiratoria, gonfiore del viso o reazione estesa, chiamare il 15 (SAMU) o consultare un medico. Per un animale, l'urgenza veterinaria è vitale: comporre il 3115 o contattare il proprio veterinario senza indugio.

Non toccare mai un nido, nemmeno vuoto: i peli restano urticanti per mesi. Tenere lontani bambini e animali dalle querce infestate e segnalare il nido tramite la piattaforma "Alerte Chenilles" del 3115 o presso il proprio comune.

Come interviene un professionista

L'eliminazione dei nidi in piena stagione estiva è delicata: i peli sono alla massima concentrazione e il rischio di dispersione è elevato. I professionisti usano tute integrali stagne, aste di proiezione di biocidi omologati e dispositivi di aspirazione che raccolgono nidi e larve senza contaminare l'ambiente. Un intervento si svolge in due passaggi: distruzione dei nidi attivi e poi controllo alcune settimane dopo per accertarsi che nessuna processione residua sia passata.

Per i privati, la prevenzione resta la prima barriera: non sostare sotto una quercia infestata, evitare il contatto con i rami bassi e far trattare da un professionista non appena viene segnalata. Scopri i nostri servizi di lotta contro le processionarie urticanti e le nostre protezioni e trappole adatte ai giardini per limitare la pressione estiva.

Hai individuato un nido su una quercia vicino a te? Contatta i nostri esperti per una diagnosi gratuita o, in caso di urgenza, richiedi un intervento rapido nel rispetto dei protocolli dell'ARS del tuo dipartimento.

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