All'inizio di luglio 2026, un caso autoctono di dengue è stato confermato a Sète, nel quartiere di La Corniche (Hérault). Il paziente, che non aveva viaggiato in una zona tropicale nelle due settimane precedenti, è stato preso in carico e le sue condizioni sono stabili. L'ARS Occitania ha immediatamente attivato il protocollo nazionale di lotta antivectoriale: indagine entomologica, disinfestazione mirata da parte dell'operatore pubblico Alisée in un raggio di 150-200 metri attorno all'abitazione e ai luoghi frequentati, e sorveglianza sanitaria rafforzata per individuare eventuali casi secondari. L'episodio arriva dopo una stagione 2025 già da record nella Francia continentale, mentre la zanzara tigre (Aedes albopictus) è ormai stabilita in 83 dei 96 dipartimenti metropolitani. Ecco cosa cambia questo evento per il litorale mediterraneo e i gesti concreti che fanno recedere il rischio intorno a casa vostra.
Dengue autoctona: di cosa parliamo esattamente
Un caso autoctono designa una persona contagiata in Francia continentale, senza un recente soggiorno in una zona in cui il virus circola abitualmente (Antille, America Latina, Sud-Est asiatico, oceano Indiano, Africa orientale). È l'indicatore chiave che preoccupa le autorità sanitarie: dimostra che la zanzara tigre locale ha punto una persona infetta — spesso un viaggiatore di ritorno — e poi ha trasmesso il virus ad altre persone in un raggio di alcune centinaia di metri.
La dengue è un'arbovirosi trasmessa dalle zanzare Aedes (principalmente Aedes aegypti in zona tropicale, Aedes albopictus in zona temperata). Si manifesta, dopo un'incubazione di 3-14 giorni, con:
- una febbre brutale elevata (spesso superiore a 39 °C);
- dolori articolari e muscolari intensi, da cui il soprannome storico di «febbre spacca-ossa»;
- mal di testa, un'eruzione cutanea, talvolta nausea;
- e, nelle forme gravi (dengue emorragica), emorragie che richiedono un'ospedalizzazione d'urgenza.
La buona notizia: la grande maggioranza dei casi è benigna e regredisce in una settimana. La cattiva: non esiste nessun trattamento specifico, e una seconda infezione da un sierotipo diverso aumenta significativamente il rischio di forma grave. Da qui l'importanza di limitare le punture e di ridurre la popolazione di zanzare tigri attorno ai casi confermati.
Perché il caso di Sète è un segnale per tutto l'arco mediterraneo
Diversi elementi fanno di questo episodio un punto d'allerta per l'insieme del litorale mediterraneo francese, e non solo per l'Hérault.
La zanzara tigre è ormai massicciamente presente in Occitania
L'Occitania è una delle regioni più colonizzate di Francia. La zanzara tigre è stabilita da tempo sulla fascia costiera (Hérault, Gard, Aude, Pirenei Orientali) e ogni anno avanza un po' di più verso l'interno. Sète, porto di pesca e stazione balneare dello Étang de Thau, presenta un profilo di rischio classico: densità di popolazione stagionale, giardini con terrazze, porti turistici, bacini d'acqua salmastra nelle vicinanze e flussi turistici internazionali permanenti. Tutti gli ingredienti di un cluster estivo.
La stagione 2025 è stata la più dura mai registrata
Il bilancio 2025 di Santé publique France mostra un record storico di casi autoctoni nella Francia continentale: 809 casi di chikungunya e diverse decine di casi di dengue, con una concentrazione massiccia in Provenza-Alpi-Costa Azzurra (450 casi autoctoni di chikungunya e 16 di dengue solo in quella regione). La regione PACA aveva già pagato il prezzo più alto nel 2025, con tre focolai identificati ad Antibes, Fréjus e Vitrolles nelle Bocche del Rodano, dove erano stati registrati 47 casi di chikungunya solo nel quartiere di Ferme de Croze. È proprio questo livello record che ha spinto il Ministero della Salute a riattivare, dal 1° maggio 2026, il dispositivo nazionale di sorveglianza rafforzata fino al 30 novembre 2026.
Condizioni meteo molto favorevoli alla zanzara tigre
L'estate 2026 sull'arco mediterraneo combina temperature notturne elevate, umidità mattutina persistente ed episodi temporaleschi intervallati da forte caldo — un cocktail perfetto per la zanzara tigre, il cui ciclo uovo-adulto accelera a 7-10 giorni invece di 14 in un anno fresco, e la cui durata di vita adulta si allunga, aumentando meccanicamente il numero di punture per femmina.
La risposta dell'ARS Occitania e degli operatori di disinfestazione
L'ARS Occitania, in coordinamento con Santé publique France e la prefettura dell'Hérault, ha attivato il protocollo nazionale di lotta antivectoriale attorno al caso di Sète. Il protocollo è strettamente disciplinato dall'istruzione ministeriale del 23 dicembre 2019 e dai suoi aggiornamenti 2025.
La catena d'azione
- Segnalazione obbligatoria: qualsiasi medico che diagnostichi una dengue, un chikungunya o uno Zika — importato o autoctono — deve segnalarlo senza indugio all'ARS, che pilota il seguito.
- Indagine entomologica: agenti abilitati si recano attorno all'abitazione e ai luoghi frequentati dal paziente (lavoro, negozi, trasporti, mercato, porto) per confermare la presenza della zanzara tigre, raccogliere larve e valutare il rischio di trasmissione secondaria.
- Disinfestazione mirata: se la zanzara è presente, si attua un trattamento di lotta antivectoriale in un raggio di 150-200 metri attorno ai casi. Abbina un larvicida (Bti, Bacillus thuringiensis israelensis) sui focolai non eliminabili, e un adulticida tramite termo-nebulizzazione, in serata, quando la zanzara tigre è attiva.
- Informazione dei residenti: si distribuisce un volantino nel perimetro, con i gesti di prevenzione da applicare subito e la condotta da tenere in caso di febbre nei 14 giorni successivi.
Il ruolo di Alisée, operatore pubblico di disinfestazione
In Occitania, l'operatore autorizzato è Alisée (Action de Lutte contre les Insectes et Sauvegarde de l'Environnement par des Solutions Écologiques), che interviene per conto dell'ARS e delle collettività. Alisée si distingue per privilegiare metodi meccanici e biologici di eradicazione rispetto all'adulticida chimico, limitando l'impatto su impollinatori e ambiente litoraneo. La termo-nebulizzazione adulticida scatta solo in caso di rischio accertato di catena di trasmissione.




