Dal 18 luglio 2026, il comune di Sainte-Eulalie, nell'area metropolitana di Bordeaux (Gironda), rilascia ogni settimana 200 000 zanzare tigre maschio sterilizzate su 68 ettari attorno al polo educativo Saint-Exupéry. L'operazione, allestita con la start-up di Montpellier Terratis e l'operatore neo-aquitano Altopictus, è la prima del genere in Gironda e la più grande sperimentazione francese di tecnica dell'insetto sterile (TIS) dopo le prove concludenti di Brive-la-Gaillarde (2025) e i risultati spettacolari ottenuti a Valencia e Bologna (70-80 % di sterilità) o a La Réunion (60 %). L'obiettivo dichiarato è un calo del 50 % della fertilità già dal primo anno, e fino al 90 % entro due anni. Ecco come funziona il metodo, cosa cambia concretamente e cosa non sostituirà nella lotta contro la zanzara tigre in Francia.
La tecnica dell'insetto sterile (TIS): il principio
La TIS è un metodo di controllo biologico vecchio di oltre 70 anni, utilizzato con successo contro la mosca screworm (USA, anni 1960), la mosca mediterranea della frutta e diverse specie di zanzare. Il principio è tanto semplice quanto efficace: si allevano in laboratorio zanzare in grande quantità, si sterilizzano i maschi tramite irradiazione con raggi X e poi li si rilascia in natura. Questi maschi sterili si accoppiano con le femmine selvatiche, ma le uova deposte non si schiudono. Nel corso delle settimane, la popolazione locale crolla.
Quattro fasi chiave
- Allevamento industriale delle zanzare allo stadio larvale nell'insettario di Terratis a Montpellier. Le larve vengono selezionate per dimensione per separare i maschi dalle femmine (i maschi sono più piccoli), poiché solo le femmine pungono.
- Sterilizzazione dei maschi adulti tramite esposizione a una dose controllata di raggi X che ne danneggia i gameti senza ucciderli. I maschi restano sessualmente competitivi — cercano le femmine e si accoppiano — ma non trasmettono discendenza.
- Trasporto e rilascio: le zanzare sterili vengono spedite a 6 °C in cassette isotermiche fino al sito di rilascio, poi liberate da un veicolo di Altopictus, con droni o a mano a seconda della configurazione urbana.
- Accoppiamento con le femmine selvatiche: la femmina della zanzara tigre si accoppia solo una volta nella vita. Se si accoppia con un maschio sterile, tutte le uova che deporrà in seguito —diverse centinaia nel corso della vita— non saranno vitali. È questo meccanismo di amplificazione a rendere il metodo così potente.
Perché maschi e non femmine
Le femmine, da sole, pungono l'essere umano per assumere il pasto di sangue indispensabile alla maturazione delle uova. I maschi, invece, si nutrono esclusivamente di nettare e non pungono. Rilasciando solo maschi sterili, si riduce la popolazione senza aggiungere punture.
Sainte-Eulalie, prima in Gironda: cosa dice il protocollo
Il comune di Sainte-Eulalie, situato sulla riva destra della Garonna, 12 km a nord-est di Bordeaux, è stato selezionato per tre ragioni concrete:
- Un caso di dengue nel 2025 nel comune, segno di una pressione vettoriale reale.
- Densità di popolazione attorno al polo educativo Saint-Exupéry (scuole primarie, medie, liceo, doposcuola), che giustifica di dare priorità alla protezione di bambini e famiglie.
- Impegno municipale: il comune, guidato da Hubert Laporte (anche presidente della Communauté des communes des Deux Rives), ha accettato di finanziare i 35 000 € dell'operazione con il suo budget comunale.
Il protocollo prevede un rilascio settimanale di 200 000 maschi sterili, per un totale di 2,5 milioni di individui nell'arco dell'anno. La zona coperta è di 68 ettari, attorno a circa 700 famiglie. I rilasci avvengono all'alba o a fine giornata, quando le zanzare tigre sono più attive e la temperatura limita la mortalità post-rilascio.
I primi riscontri
Brive-la-Gaillarde, primo comune neo-aquitano ad aver testato la TIS nel 2025, ha documentato un calo del 50 % della popolazione di zanzara tigre dopo la prima stagione. Le città europee di Valencia (Spagna) e Bologna (Italia) registrano dal 70 all'80 % di sterilità dopo due anni di campagna, e La Réunion ha documentato il 60 % di efficacia su Aedes albopictus. A Sainte-Eulalie, la prima misurazione di efficacia è attesa per la fine dell'estate 2026, con un bilancio completo in autunno.
Ciò che la TIS non sostituirà
L'Anses (Agenzia francese per la sicurezza sanitaria) resta prudente e ricorda, nel suo parere del 2025 sulla TIS, che i dati attuali provano l'efficacia sulla riduzione del tasso di schiusa, ma mancano ancora prove sull'efficacia epidemiologica, cioè sul reale calo della trasmissione di dengue, chikungunya e Zika. La TIS è quindi uno strumento complementare, non un sostituto delle altre misure di controllo.
L'eliminazione dei focolai larvali resta il primo gesto
L'80 % dei focolai larvali della zanzara tigre si trova in proprietà private, non nello spazio pubblico. Finché sottovasi, secchi, annaffiatoi, pieghe di teloni, tombini e sifoni resteranno pieni d'acqua, le femmine selvatiche troveranno siti di ovideposizione per le uova fecondate da maschi non sterili che sfuggono al rilascio. La TIS funziona tanto meglio quanto maggiore è la pressione demografica sulle femmine selvatiche al momento dei rilasci.
La protezione individuale resta indispensabile
La TIS non protegge al 100 % dalle punture: le femmine già fecondate prima del rilascio continuano a pungere per diverse settimane. Repellenti cutanei (DEET 30-50 %, icaridina, IR3535), indumenti lunghi, zanzariere e ventilatori restano necessari, soprattutto per anziani, donne in gravidanza e neonati.
La disinfestazione chimica resta lo strumento d'emergenza
In caso di caso autoctono confermato (come a Sète all'inizio di luglio 2026, a Castres nell'ottobre 2025 e in Île-de-France a luglio 2026), l'ARS attiva una disinfestazione mirata in un raggio di 150-200 m, con un larvicida Bti sui focolai non eliminabili e un adulticida per termo-nebulizzazione in serata. La TIS non la sostituisce: è una barriera di fondo, non un estintore.




