L'impressione di una "invasione" di vespe quest'estate non è solo una percezione: il picco di attività dei nidi a luglio-agosto, unito a un inverno mite e a una primavera favorevole, mette la stagione 2026 sotto forte pressione. E dietro le punture benigne, i numeri sono più pesanti di quanto si creda. Secondo lo studio pubblicato a marzo 2026 dall'Anses e ripreso da Santé publique France, 179.141 accessi al pronto soccorso e 256 decessi sono attribuibili a punture di vespe, calabroni e api nel periodo 2014-2023. Ecco cosa comportano questi numeri per voi, quando chiamare il 15 e come far rimuovere un nido senza rischi.
Cosa dice lo studio Anses 2026
Il bilancio, frutto dell'incrocio dei dati del PMSI (ricoveri), del CépiDc (decessi) e della rete OSCOUR® (accessi al pronto soccorso), fornisce una fotografia precisa del rischio su dieci anni:
- 179.141 accessi al pronto soccorso per punture di imenotteri (stabile nel periodo, con un picco nel 2018).
- 18.213 ricoveri, in leggero aumento.
- 256 decessi identificati, di cui il 77% uomini e il 62% in persone di 60 anni e oltre.
- Picco stagionale a luglio-agosto, particolarmente marcato per i ricoveri e i decessi.
- 13% dei ricoveri in rianimazione, quota in aumento (17% nel 2023).
In termini di distribuzione, le vespe rappresentano il 37% dei casi, i calabroni il 25% (tutte le specie) e le api il 19%. Ma la gravità non è proporzionale alla frequenza: i calabroni sono responsabili del 38% dei casi gravi pur causando solo il 25% delle punture.
Perché l'estate 2026 è più a rischio
Tre fattori convergono in questa stagione, confermati dai recenti bollettini di Météo-France e dalle osservazioni delle FREDON regionali.
Un inverno mite seguito da una primavera calda
Le regine fecondate che svernano in un rifugio (sotto una tegola, in una catasta di legna, sotto una persiana) sopravvivono meglio quando le temperature restano miti. In primavera, fondano la colonia prima e la fanno crescere più velocemente. Risultato: nidi più grandi, più operaie e un picco di attività anticipato a luglio.
Estati più lunghe
Il cambiamento climatico allunga la finestra di attività: i nidi restano popolosi fino a ottobre al sud, contro una fine dell'attività di solito constatata a fine settembre. Per le punture, ciò significa una stagione di esposizione più lunga, non più solo un picco centrato sulle vacanze scolastiche.
Più calabroni asiatici di prima
La legge del 15 marzo 2025 ha creato un piano nazionale di lotta contro Vespa velutina, presentato ufficialmente il 27 marzo 2026. La cattura primaverile delle regine è ora disciplinata, e gli apicoltori possono essere indennizzati. Ma la pressione sul campo resta forte, e la quota dei calabroni nei casi gravi continua a salire.

Chi è più a rischio
Non tutte le punture sono uguali. Il rischio di reazione grave dipende da tre parametri: la persona (terreno allergico, età, stato di salute), la quantità di veleno iniettata e la localizzazione (gola, viso, zona vicina a una via aerea).
Le persone allergiche al veleno
Circa il 3% della popolazione presenta una sensibilizzazione al veleno di imenotteri, ma solo una frazione ha avuto una reazione sistemica documentata. Per queste persone, una sola puntura può scatenare uno shock anafilattico nei minuti successivi. Se sapete di essere allergici, tenete sempre la vostra penna auto-iniettabile di adrenalina (Anapen, Epipen, Jext) a portata di mano, e segnalate il vostro terreno al medico di base.
Bambini e anziani
Nel bambino, il rischio viene soprattutto dalle punture multiple (rovesciare un nido giocando) e dalle punture in bocca (bibita zuccherata in terrazza, frutto caduto a terra). Negli over 60, i dati Anses mostrano una sovrarrappresentazione nei decessi, spesso legata a comorbidità cardiovascolari e a un ritardo nella chiamata dei soccorsi.
Apicoltori e professionisti
Apicoltori, agricoltori, giardinieri, addetti alla manutenzione: queste professioni espongono a punture frequenti, il che paradossalmente aumenta il rischio di sensibilizzazione progressiva. L'uso di tute adatte e della penna auto-iniettabile sul posto di lavoro sono riflessi da formalizzare nel documento unico.
Quando chiamare il 15 o il 112
La regola semplice, ripresa dall'Anses e dall'Haute Autorité de santé: al minimo dubbio, si chiama. Tre situazioni impongono una chiamata immediata:
- Reazione allergica: gonfiore del viso, delle labbra o della gola, difficoltà a respirare o a deglutire, malessere, orticaria generalizzata, voce che cambia. È un potenziale shock anafilattico: chiamate 15 o 112 senza indugio.
- Punture multiple: più di 50 punture di api o più di 10 punture di vespe o calabroni in un adulto, e qualsiasi puntura multipla in un bambino o in un anziano. C'è rischio di avvelenamento sistemico, anche senza allergia nota.
- Puntura in bocca, gola o occhio: l'edema locale può ostruire le vie aeree in pochi minuti. Non bevete, non mangiate, chiamate immediatamente.
Per reazioni locali importanti ma senza segnali di allarme (arrossamento di più di 10 cm, dolore acuto, gonfiore che si estende per 24-48 h), chiamate il vostro medico di base o recatevi in una casa medica di guardia.



