Calabrone orientale in Francia: perché Vespa orientalis avanza verso nord nel 2026

L'équipe AntinuisiblePro · Pubblicato il 24 luglio 2026 · 6 min di lettura
Calabrone orientale (Vespa orientalis) con addome bruno-rossastro, posato su fiori rosa

Cinque anni dopo la sua prima rilevazione ufficiale a Marsiglia, il calabrone orientale (Vespa orientalis) prosegue il suo insediamento in Francia. Fino a poco tempo fa confinato nella fascia mediterranea, è ora documentato in diversi dipartimenti del sud-est ed è stato oggetto di una segnalazione isolata a Blois (Loir-et-Cher) nel gennaio 2026. Per privati, apicoltori e gestori dello spazio pubblico, questo nuovo arrivato impone di ripensare i riflessi di sorveglianza e di lotta, perché la sua biologia non corrisponde a quella del calabrone asiatico.

Da dove viene il calabrone orientale?

Il calabrone orientale è una specie mediterranea, originaria di un'ampia zona che va dall'Europa meridionale all'Asia centrale. Non dovrebbe essere presente nel nord della Francia. Il suo arrivo a Marsiglia è probabilmente legato al traffico marittimo: le prime osservazioni del 2021 sono state effettuate nel quartiere de La Cabucelle, nei pressi di un terreno incolto dello stabilimento Saint-Louis vicino al porto, e lungo il ruscello degli Aygalades, corridoio di dispersione nord-sud.

L'ipotesi di un'introduzione tramite merci importate (legno, pietre ornamentali, container) è oggi privilegiata dai team del MNHN e di PatriNat, che seguono la progressione della specie tramite il portale frelonasiatique.mnhn.fr.

Bilancio della progressione 2021-2026

| Anno | Osservazione chiave | |------|---------------------| | 2021 | Primo nido confermato a Marsiglia (La Cabucelle) | | 2022 | Nido distrutto a Plan-de-Cuques, sospetti nell'area metropolitana di Marsiglia | | 2023 | Rilevazione in Var e Alpes-Maritimes — inserimento nell'allegato II delle EEE (specie esotiche invasive) | | 2024-2025 | Stabilizzazione delle osservazioni in PACA, moltiplicazione delle segnalazioni in Italia e Belgio | | Gennaio 2026 | Segnalazione isolata a Blois (Loir-et-Cher), da confermare |

L'areale attuale di presenza documentata resta PACA (Bouches-du-Rhône, Var, Alpes-Maritimes, Vaucluse). La segnalazione di Blois, proveniente da un'unica fonte apistica, non è ancora stata confermata da un'istanza istituzionale, ma illustra la capacità di dispersione della specie, le cui regine possono percorrere diversi chilometri al momento della fondazione.

Come riconoscere il calabrone orientale?

Il rischio di confusione con il calabrone asiatico (Vespa velutina) e con il calabrone europeo (Vespa crabro) è elevato. Tuttavia, gli indizi sono netti:

  • Addome bruno-rossastro uniforme con una larga fascia gialla, e non l'addome scuro del calabrone asiatico né il giallo vivo punteggiato di nero del calabrone europeo.
  • Testa vista di fronte arancione, quasi rossa — è il criterio più affidabile sul campo.
  • Zampe bruno-rossastre, poco contrastate.
  • Taglia vicina a quella del calabrone asiatico (operaie 18-23 mm, regine 25-30 mm).

La tavola anatomica del MNHN che segue permette di dettagliare ogni segmento.

Tavola anatomica etichettata di un maschio di Vespa orientalis che mostra i dettagli di identificazione

Una biologia che cambia tutto per la lotta

A differenza del calabrone asiatico, che costruisce nidi sferici e aerei, il calabrone orientale ha una particolarità: nidifica nel suolo o in cavità (murature cave, cassonetti delle tapparelle, sotto le lastre, vecchie tane, scarpate asciutte). Nessun involucro esterno è visibile. Conseguenze dirette:

  • Le catture primaverili con bottiglie o trappole per regine restano utili, ma il posizionamento deve essere mirato sui siti di nidificazione noti.
  • Le distruzioni aeree dei nidi con asta telescopica sono inefficaci: bisogna aprire la cavità, iniettare il biocida nel cuore della covata e poi sigillare.
  • L'aggressività nella difesa del nido è più marcata rispetto a V. velutina, con un raggio d'attacco che può raggiungere diversi metri.

Questa modalità di nidificazione spiega perché la strategia nazionale pensata per il calabrone asiatico — spesso limitata all'individuazione dei nidi in altezza — non è trasponibile. La lotta richiede una diagnosi preventiva da parte di un operatore formato, capace di localizzare la cavità e adattare il metodo.

Calabrone orientale e calabrone asiatico: due minacce da trattare diversamente

Il rischio di co-occorrenza è ora preso sul serio. Nel Bouches-du-Rhône, le due specie convivono già in alcuni comuni. Per un privato o un amministratore locale, ciò significa che ogni sospetto di nido non può essere trattato con lo stesso protocollo: non si improvvisa come distruttore di calabroni, soprattutto quando si ignora quale specie sia coinvolta.

Alcuni principi semplici:

  1. Non tappare l'ingresso di un nido: la colonia, privata dell'uscita, si infuria e fora le partizioni vicine.
  2. Non spruzzare acqua né spray commerciale: la pressione è insufficiente e la dispersione della colonia avvelena la situazione.
  3. Non intervenire in altezza né in un muro senza protezione integrale: tuta anti-calabrone, maschera con visiera, guanti lunghi.
  4. Segnalare la posizione approssimativa a un operatore certificato prima di agire.

Per capire come si gestisce un nido di calabrone asiatico, la lettura della nostra guida riconoscere un nido di calabrone asiatico e reagire resta valida, a condizione di adattare la diagnosi di localizzazione.

Apicoltura: un impatto da monitorare

L'impatto sugli alveari è già documentato in Calabria e in Sicilia, dove la specie è stabilita da tempo. La modalità di predazione differisce da quella del calabrone asiatico: Vespa orientalis si apposta sul predellino di volo e intercetta le api in atterraggio, invece di cacciare in volo stazionario. Gli attacchi sono più sporadici ma più brutali quando si scatenano.

Gli apicoltori di Bouches-du-Rhône e del Var iniziano a segnalare perdite estive di bottinatrici su apiari vicini a siti di nidificazione. L'applicazione di musette all'ingresso delle arnie resta la misura più efficace a livello di apiario; a livello di territorio, è la distruzione delle colonie di calabroni che riduce la pressione.

Cosa fare se sospettate un calabrone orientale?

  1. Fotografate l'individuo a distanza, cercando di vedere l'addome e la testa.
  2. Non tentate di catturarlo: la puntura è dolorosa e il rischio allergico è reale.
  3. Segnalate tramite la piattaforma nazionale frelonoriental.fr o su INPN espèces, precisando il comune, la data e il contesto (giardino, marciapiede, apiario).
  4. Se siete apicoltori, avvisate la GDSA o la FREDON della vostra regione.
  5. In caso di nido identificato nel suolo o in un muro, rivolgetevi a un professionista: i nostri tecnici intervengono in tutta la regione con il materiale adatto alla distruzione di nidi sotterranei o incassati.

Antinuisible Pro interviene su tutto l'arco mediterraneo

La distruzione di un nido di calabrone orientale richiede una diagnosi preventiva tramite sondaggio della cavità, l'iniezione di un biocida nel cuore della covata, quindi il trattamento delle vie d'accesso. I nostri tecnici formati utilizzano aste telescopiche adattate, prodotti conformi alla normativa e dispositivi di protezione integrali. Interveniamo in Bouches-du-Rhône, Var, Vaucluse, Alpes-Maritimes e nell'ovest delle Alpes-de-Haute-Provence.

Scoprite i nostri servizi di distruzione di nidi di vespe e calabroni e le nostre protezioni e trappole selettive per anticipare l'arrivo delle regine fondatrici in primavera. Consultate le nostre tariffe trasparenti e l'elenco delle nostre zone d'intervento.

Un nido sospettato vicino a casa? Contattate i nostri esperti per una diagnosi rapida. In caso di urgenza (nido attivo vicino a una scuola, un ERP, un apiario), la nostra linea dedicata è accessibile sulla pagina Emergenza.


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