Introduzione: l'infestazione collettiva, un punto cieco del diritto abitativo
Un edificio non viene mai infestato «appartamento per appartamento». Le blatte germaniche circolano attraverso i cavedi tecnici, i ratti risalgono dalle colonne di scarico e dalle canne di caduta dei rifiuti, le cimici dei letti attraversano battiscopa e prese elettriche passando da un alloggio all'altro. Eppure, non appena si tratta di pagare il conto, ognuno rimanda la responsabilità all'altro: l'inquilino accusa la vetustà dell'immobile, il proprietario invoca la scarsa manutenzione, l'amministratore rinvia all'assemblea condominiale.
Le chiusure amministrative finite sui media negli ultimi mesi — ristoranti e panetterie chiusi con provvedimento prefettizio nel Val-d'Oise per la presenza di blatte o roditori morti, un supermercato evacuato per «infestazione massiccia di ratti» — ricordano che il tema è anzitutto sanitario. Ma nell'edilizia privata, dove nessun prefetto interviene a dirimere, il blocco giuridico fa perdere settimane. E una settimana persa di fronte a Blattella germanica, la cui femmina genera fino a 300 discendenti in un ciclo, significa un'infestazione raddoppiata.

Questa guida fa il punto, nel 2026, su ciò che il diritto francese prevede realmente: chi è responsabile, chi paga, entro quali termini e come agire quando nulla si muove.
La base giuridica: l'alloggio dignitoso e privo di infestanti
Tutto parte dalla legge n. 89-462 del 6 luglio 1989 e dal suo decreto attuativo n. 2002-120 relativo all'alloggio dignitoso. Dalla legge ELAN del 23 novembre 2018, l'articolo 6 della legge del 1989 impone al locatore di consegnare un alloggio «privo di qualsiasi infestazione di specie nocive e parassitarie».
Questa formulazione, introdotta dal legislatore proprio a causa della crisi delle cimici dei letti, cambia tutto. Significa che:
- All'ingresso nell'immobile, un alloggio infestato non è dignitoso. Il locatore deve far eseguire il trattamento a proprie spese, senza possibilità di discussione.
- Nel corso della locazione, il proprietario resta tenuto a un obbligo di consegna e manutenzione (articolo 6 b e c). Deve farsi carico dei trattamenti quando l'infestazione non è imputabile a una colpa dell'inquilino.
- L'onere della prova della colpa dell'inquilino grava sul locatore, e non viceversa. È la posizione costante adottata dalle giurisdizioni di prossimità e ribadita dall'Agence nationale pour l'information sur le logement (ANIL) nelle sue analisi giuridiche.
Il decreto n. 87-712 sulle riparazioni locative, invece, pone a carico dell'inquilino la manutenzione ordinaria: vi figura la «distruzione degli insetti e dei roditori». È da questa formula che nasce la maggior parte dei contenziosi — un locatore la invoca sistematicamente. Ma la giurisprudenza la interpreta in senso restrittivo: si tratta degli interventi puntuali e di lieve entità (una fila di formiche, un topo isolato), non di un'infestazione strutturale legata all'edificio, alle parti comuni o alla lunga durata del problema.
Nella pratica, il criterio di ripartizione adottato dalle commissioni dipartimentali di conciliazione è semplice: infestazione generalizzata, risalente nel tempo o proveniente dalle parti comuni → locatore o condominio. Disturbo isolato, recente e circoscritto all'alloggio → inquilino.
Scarafaggi e ratti nelle parti comuni: competenza dell'amministratore
Quando gli infestanti occupano cantine, locali rifiuti, cavedi tecnici, canne di caduta o interrati, la responsabilità passa al condominio, rappresentato dal suo amministratore.
Cosa deve fare l'amministratore
L'articolo 14 della legge del 10 luglio 1965 affida al condominio la conservazione dell'edificio e l'amministrazione delle parti comuni. Un'infestazione di roditori o di blatte nelle cantine rientra dunque nella manutenzione ordinaria, finanziata dalle spese comuni. In concreto:
- L'amministratore può avviare un intervento d'urgenza senza attendere l'assemblea in caso di pericolo sanitario (articolo 18 della legge del 1965), in particolare su diffida dell'ARS o del servizio comunale di igiene e sanità (SCHS).
- Un contratto annuale di derattizzazione preventiva — spesso tre o quattro passaggi all'anno con postazioni di esca in sicurezza — si vota in assemblea a maggioranza semplice ai sensi dell'articolo 24.
- L'amministratore deve tenere un registro degli interventi, consultabile da qualsiasi condomino.
Cosa può fare un occupante di fronte a un amministratore inerte
- Segnalare per iscritto all'amministratore, con foto datate e descrizione precisa delle zone interessate.
- Sollecitare con raccomandata con avviso di ricevimento fissando un termine (15 giorni è ragionevole).
- Rivolgersi al servizio comunale di igiene e sanità del Comune o, in mancanza, all'ARS. Il Règlement sanitaire départemental type (RSDt), articolo 119 e seguenti, impone la distruzione dei roditori e degli insetti negli edifici residenziali. Il sindaco dispone di un potere di polizia sanitaria per emettere una diffida.
- In ultima istanza, chiedere l'inserimento del punto all'ordine del giorno della prossima assemblea, oppure adire il tribunale ordinario in via d'urgenza.
Cimici dei letti: il caso più conflittuale
Il tasso di infestazione in Francia è raddoppiato tra il 2024 e il 2025 secondo i dati ripresi dalla stampa nazionale, a conferma della tendenza osservata dall'ANSES fin dalla sua perizia del 2023, che stimava come circa l'11 % delle famiglie francesi fosse stato colpito nell'arco di cinque anni.
La cimice dei letti pone un problema giuridico particolare: viaggia con le persone e con gli oggetti. Un locatore invocherà quindi volentieri l'introduzione da parte dell'inquilino (ritorno da un viaggio, acquisto dell'usato). Ma in un condominio la diffusione tra alloggi è la regola, non l'eccezione: una volta che tre appartamenti della stessa colonna risultano colpiti, l'origine individuale diventa indimostrabile.
La buona prassi in condominio
Un trattamento appartamento per appartamento fallisce quasi sempre: le cimici migrano verso gli alloggi vicini durante l'intervento e poi tornano. I professionisti certificati raccomandano una diagnosi complessiva della colonna o del piano, con trattamento simultaneo degli alloggi contigui, compresi quelli che si dichiarano indenni.
Per oggettivare la situazione prima di qualsiasi discussione con il locatore o l'amministratore, alcuni strumenti semplici fanno la differenza:
- Trappole intercettive per cimici dei letti collocate sotto i piedi del letto, che permettono di datare e quantificare la presenza senza trattamento chimico.
- Una fodera integrale anti-cimici per materasso e rete, che impedisce l'insediamento nel letto e facilita il monitoraggio.
- Una torcia LED potente per ispezionare cuciture, testiere e battiscopa, dove sono visibili le caratteristiche deiezioni nere.
Ricordiamo ciò che l'ANSES ha esplicitamente segnalato: gli insetticidi non omologati venduti fuori dai circuiti controllati, così come i fumiganti «bombe totali», sono inefficaci e pericolosi. Disperdono le popolazioni e generano resistenze. Il tema è approfondito nel nostro articolo sugli insetticidi vietati contro le cimici dei letti.





